martedì 25 agosto 2009

MONDO ARCANO WEB TELEVISION !!!




PER VISUALIZZARE LA NOSTRA WEB TELEVISION DOVETE SCORRERE FINO IN FONDO A QUESTA PAGINA... LI TROVERETE UNA FINESTRA (SCREEN) CON SEMPRE ON LINE, 24 ORE SU 24, "MONDO ARCANO WEB TV". POTETE LASCIARE COMMENTI, CHI VOLESSE INVECE SEMPLICEMENTE SEGNALARE UN VIDEO O FAR INSERIRE NEL PALINSESTO UN PROPRIO FILMATO O UNA PROPRIA PRODUZIONE CON MATERIALE INERENTE ALLE TEMATICHE DA NOI TRATTATE, DEVE CONTATTARE LA NOSTRA REDAZIONE: mondoarcano@gmail.com

GRAZIE E BUONA VISIONE A TUTTI !

NEWS..!!! ALTRA ESCLUSIVA DI MONDO ARCANO web TV

ORA TROVERETE SULLA COLONNA DI DESTRA QUASI A FONDO PAGINA, 3 MINI FINESTRE (SCREEN) NERE, CLICCANDO SUL SIMBOLO AL CENTRO ATTIVERETE DELLE SPECIALI "LIVE GHOST CAMERAS", ON LINE 24 H, CHE RIPRENDONO IN TEMPO REALE, LUOGHI PARTICOLARMENTE SOGGETTI A MANIFESTAZIONI PARANORMALI..!!! 

mercoledì 5 agosto 2009

BUON NATALE E BUON ANNO DA TUTTI NOI A TUTTI VOI..!!!


IL PRESIDENTE NAZIONALE DEL MYSTERY INVESTIGATION & RESEARCH - M.I.R., INSIEME A TUTTO IL COMITATO DIRETTIVO, AUGURA A TUTTI I LORO SOCI E COLLABORATORI, I PIU' SENTITI AUGURI DI UN BUON NATALE E DI UN MERAVIGLIOSO E SERENO 2010. 

RINGRAZIO INOLTRE TUTTI I MEMBRI DELLA REDAZIONE DI MONDO ARCANO, NONCHE' NOSTRI CARI SOCI,  CONGRATULANDOMI PER L'OTTIMO LAVORO SVOLTO FINORA, SIA PER QUELLO CHE RIGUARDA L'INFORMAZIONE DEDICATA ALLA MISTERIOLOGIA TRAMITE IL BLOG, CHE NELL' IMPORTANTE SUSSIDIO DELLA WEB TV.

ANCORA SINCERI AUGURI A TUTTI. 


Diego  Di Giuseppe Stefanori

martedì 4 agosto 2009

I MISTERI DEL NATALE ...


I misteri del Natale e dell' Epifania secondo gli storici.

La cometa ed i Magi.


Perché il 25 dicembre è Natale? Non è scritto nei Vangeli che Gesù nacque il 25 dicembre ma, per una serie di motivi - astronomici, profetici e simbolici - e per la coincidenza con la solennità civile del sol invictus - festa del sole che, dopo il solstizio invernale, a poco a poco prende il sopravvento - si giunse a fissare la data tradizionale del Natale nel 25 dicembre. Il più antico calendario della chiesa di Roma, il Cronografo romano del 354, è il primo documento che riporta il 25 dicembre per la celebrazione del Natale. Se il Natale fu una festa, celebrata prima in occidente e poi in oriente, per l’Epifania avvenne esattamente il contrario: nella mitologia greca il termine indicava qualsiasi manifestazione della presenza d’una divinità, quindi passò a designare l’incarnazione del Figlio di Dio e poi le rivelazioni (il battesimo nel Giordano, l’adorazione dei magi e il primo miracolo delle nozze di Cana) della sua divinità ricordate in un unico giorno, il 6 gennaio. In occidente prese il sopravvento la commemorazione dell’atto d’omaggio compiuto dai magi, rimasto ancora oggi legato alla festa. Ma chi erano i re magi? I magi, dal greco màgos, erano certamente astrologi portatori di doni, probabilmente appartenenti alla casta sacerdotale che seguiva gli insegnamenti di Zoroastro, primi rappresentanti di pagani a rendere omaggio a Gesù. Nel gran numero di scene che li raffigura hanno sempre costumi persiani e compaiono nel numero di due, tre, quattro, a volte sei. La nostra tradizione, depurata dalle leggende, si fonda sulle iscrizioni del VII – VIII secolo rinvenute in Egitto, iscrizioni in cui compaiono i nomi di tre magi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre di pelle diversa a rappresentare le tre razze umane e portatori di tre doni: oro, simbolo del regno senza fine; mirra, dovendo il Cristo morire ed essere sepolto; incenso perché Cristo è Dio e si è manifestato a coloro che non lo cercavano. Il Vangelo di Matteo descrive l’arrivo a Betlemme dei re magi che, partiti dall’oriente e guidati da una stella per cercare il Re dei Re, entrarono nella casa dove si era fermata la stella, videro il Bambino con la Madre e l’adorarono. I Vangeli non specificano il luogo in cui nacque Gesù: la parola greca katàlyma viene tradotta in albergo, nel senso di luogo di ricovero degli animali, oppure, più probabilmente, in camera di una modesta dimora attigua ad una mangiatoia. Quest’ultima sistemazione sarebbe anche conforme ai tipi di abitazione rurale diffusi nella rocciosa Betlemme - arroccata con le sue abitazioni di pietra a 777 mt d’altezza sulle pendici settentrionali dei monti di Giuda, a pochi chilometri da Gerusalemme - e nella Palestina, in cui uomini e animali convivono sotto lo stesso tetto, con qualche precaria separazione degli ambienti.

Ancora Matteo parla di un astro annunciante la nascita di Gesù: nel testo evangelico, infatti, è scritto aster. Che non si trattasse, però, di una comune stella del firmamento è scritto anche in altri testi antichi dove si parla di stelle che compaiono solo occasionalmente, simili a meteore, dotate di coda e di chioma. Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova dipinse nel 1305 il presepe dando alla stella le sembianze di una cometa, e, probabilmente, non a caso poiché nel 1301 era apparsa la cometa di Halley. Secondo i calcoli degli studiosi occidentali, la stella seguita dai Re Magi potrebbe essere la cometa di Halley (Halley è l’astronomo inglese che per primo scoprì e studiò nel 1692 le comete) che, descrivendo un’orbita ellittica di 75 anni, apparse verso il 12 a.c. (anno 746-747 di Roma). Secondo un’altra ipotesi, il fenomeno potrebbe essere ricollegato alla congiunzione dei pianeti Saturno, Giove e Marte verificatasi nel 7 a.c. (anno 742 di Roma): evento che studiò Keplero e che misteriosamente appare preannunciato in una tavoletta d’argilla scritta in carattere cuneiformi, proveniente dalla scuola astrologica di Sippar, l’antica Babilonia. Le date del 7 o del 12 a.c. sarebbero confermate anche dalle circostanze per cui Erode il Grande morì nell’anno 750 di Roma, anno di eclissi lunare, e per cui l’anno del censimento ordinato da Quirino, il rappresentante imperiale in Giudea, avvenne a cavallo dell’8 – 7 a.c. –. Giuseppe, secondo le sacre scritture, giunse da Nazareth a Beltemme, dove era nato, con Maria incinta per farsi registrare -: quindi, la data della nascita del Signore e la conseguente venuta dei Magi devono essere anticipate di qualche anno. Questo verrebbe a confermare l’errore di computo, riguardante la nascita di Cristo, che fece il monaco Dionigi il Piccolo nel VI secolo, ponendola al 25 dicembre del 753 dalla fondazione di Roma e posponendola di alcuni anni: d’altra parte su tale

L'errore cronologico, ormai non eliminabile, ancora oggi ci si basa.


M.A.

lunedì 3 agosto 2009

SOLSITIZIO D' INVERNO, LA FESTA PAGANA




Il Solstizio d'Inverno cade tra il 21 e il 22 dicembre, questa data coincide con il giorno più corto dell'anno e con la notte più lunga. Il Sole è al nadir, il punto più basso che tocca sulla linea dell'orizzonte rispetto al parallelo locale. Da questo giorno il suo potere comincerà a crescere, a rinascere e per questo i popoli dell'antichità celebravano il ritorno del figlio della promessa. Il Natale è la versione cristiana della rinascita del sole, fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare la nascita del Cristo come "Sole di giustizia" e creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana, del giorno del "Sole Invitto" istituita dall'Imperatore romano Aureliano. I popoli antichi, da sempre festeggiavano il Solstizio, come i Saturnali della Roma antica, Alban Arthan (la Luce di Artù) nella tradizione druidica, o Yule in quella Germanica, ed altre ancora nelle tradizioni dei popoli dell'emisfero boreale. I Saturnali affondano le radici negli arcaici riti di rinnovamento legati al solstizio d'inverno, quando il Vecchio Sole moriva per rinascere Sole Fanciullo e Saturno era il dio che presiedeva l'Avvento del Natale del Sole Invitto, intendendo il Sole non in senso naturalistico, bensì essenza ed epifania del dio Creatore e Vivificatore. Sarebbe oltremodo riduttivo e svilente considerare i Saturnali semplicemente delle festività più o meno allegre e licenziose, così come una certa tradizione cristiana ha contribuito a far credere. I Saturnali, in effetti, esprimono un profondo pensiero religioso la cui essenza risale alla Notte dei Tempi, a quella Notte di cui auspicavano il ritorno, illuminata dalla Luce di un Fanciullo Divino. Per poter penetrare nell'effettiva natura spirituale dei Saturnali occorre risalire la corrente del Tempo sino alle leggendarie origini di Roma, quando i suoi miti s'intrecciano con quelli di un'altra epica città, cioè Troia. A Roma si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, come stabilito dall'Imperatore Domiziano. Alban Arthuan, rappresenta nella tradizione druidica un momento in cui possiamo aprirci alle forze dell’ispirazione e del concepimento. Tutto attorno a noi è oscurità. La nostra sola guida è Arturo, l’Orsa Maggiore, la Stella Polare. Nel silenzio della notte nasce l’ispirazione. Tanto la festività che la funzione sono collocate al Nord, il regno della morte e del mezzo inverno. Il cuore della cerimonia è la conclusione rituale del lutto per la morte della luce, in qualunque forma divina o astratta venga percepita. L’anno che si è avvicinato alla fine con l’arrivo dell’inverno, portando con se il caos e l’incertezza dell’oscurità, ora viene lasciato alle spalle. Il miracolo della nascita ha fermato lo scorrere verso l’oscurità: il flusso si è invertito. La germanica Yule o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall'utero della Dea: all'alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio. La pianta sacra del Solstizio d'Inverno è il vischio, pianta simbolo della vita in quanto le sue bacche bianche e traslucide somigliano allo sperma maschile. Il vischio, pianta sacra ai druidi, era considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine, e quindi emanazione divina.

Buon solstizio a tutti.


di Vincenzo Galizia

domenica 2 agosto 2009

SPIRALI DI LUCE IN NORVEGIA.. UFO O TEST RUSSI..?


Per gli esperti si è trattato di un test missilistico russo. ma c’è chi parla di ufo

Norvegia: misteriosa spirale in cielo

Una luce a forma di spirale di colore blu è apparsa lunedì nella zona di Trøndelag

MILANO – Alcune luci di colore bluastro e a forma di spirale avvistate nei cieli di Norvegia hanno lasciato a bocca aperta migliaia di residenti. L’incredibile fenomeno, visto mercoledì mattina poco prima delle otto dalla provincia di Trøndelag fino a Finnmark, ha stupito molte persone e alimentato una vera e propria psicosi di massa, amplificata anche dalle tv locali. Per gli esperti si tratta del lancio fallito di un razzo russo.

SPIRALE – Il fenomeno è cominciato quando una misteriosa luce è apparsa da dietro una montagna; si è fermata a mezz’aria ed ha poi cominciato a muoversi in circolo. Un po’ come quella vista nei film di Batman quando il supereroe proietta nel plumbeo cielo di Gotham il ben noto segnale. Nel giro di pochi secondi la gigantesca spirale era visibile per diversi chilometri nei cieli a nord del Paese. Secondo il racconto dei testimoni un fascio luminoso di colore blu-verde è poi fuoriuscito a grande velocità dal centro della spirale stessa. L’inspiegabile evento è durato una dozzina di minuti prima di scomparire completamente. Come accade in simili circostanze l’istituto meteorologico norvegese è stato preso letteralmente d’assalto dalle telefonate dei residenti. Gli astronomi escludono possa essere connesso all’aurora boreale, molto frequente in quest’area. «Non ho mai visto una cosa simile», ha detto Erik Tandberg, uno dei massimi esperti del Paese in questo campo. Il fenomeno è stato ripreso con i cellulari e le fotocamere e pubblicato sul Web.

TEST RUSSO – Per alcuni testimoni il misterioso fenomeno è un meteorite; altri giurano siano degli Ufo. Nel frattempo si rafforza l’ipotesi che possa trattarsi di un fallito lancio di un razzo russo da un sommergibile nel Mar Bianco. E’ ciò che sostiene Pål Brekke dello Space Center norvegese, sottolineando tuttavia che al momento dell’apparizione della misteriosa luce vigeva un divieto assoluto di navigazione in quell’area. Dal canto suo, la flotta russa del Mare del Nord non ha però finora comunicato lo svolgimento di nessun test, sebbene gli accordi internazionali in materia obbligano i militari ad informare in anticipo di imminenti lanci.

Elmar Burchia

giovedì 30 luglio 2009

SCOPERTI I TESORI DI SHANGRI-LA




Pochi erano arrivati qui: nelle caverne dell’Upper Mustang, un’area sui picchi del Nepal. Pochi avevano sfidato le sue impervie montagne per scoprire quello che in due diverse spedizioni è riuscito a Broughton Coburn e Pete Athans: ritrovare tesori bhuddisti che potrebbero essere legati all’esistenza di Shangri-La, il mitico regno di Shambala descritto nel romanzo del 1933 Orizzonte Perduto di James Hilton.

La storia, resa pubblica solo ora dal National Geographic, racconta che nel 2007 un team guidato dall’americano Coburn, ricercatore esperto di Himalaya, e dallo scalatore veterano Athans, ha affrontato le cime per esplorare alcune grotte scavate dall’uomo.

Al loro interno, gli esperti hanno rinvenuto antichi santuari tibetani decorati con murales unici, inclusi 55 pannelli raffiguranti la vita del Bhudda. Una seconda spedizione nel 2008 ha invece portato alla luce diversi scheletri umani di seicento anni e risme di preziosi manoscritti. Alcuni dei quali con piccoli disegni simili a miniature.

Il tesoro scoperto sembra coincidere con la descrizione dei rinvenimenti nella “Valle Nascosta” che servì a James Hilton per scrivere di Shangri-La, la comunità lama, in cui si professava il Cristianesimo nestoriano anziché il Bhuddismo.

Secondo il racconto del romanziere britannico, lì, in quella sorta di Eden terrestre, erano bandite molte delle debolezze umane: odio, invidia, avidità, insolenza, avarizia, ira. Gli abitanti lavoravano solo per produrre il cibo necessario al sostentamento. Mentre il resto della giornata era dedicato alla propria evoluzione spirituale. E alla realizzazione di opere d’arte.

I manoscritti, salvati dai ricercatori, sono stati trasferiti al monastero di Mustang per ragioni di sicurezza. Ancora integri, grazie alle particolari condizioni atmosferiche della zona, le carte - secondo Coburn - contengono scritti dal Bhuddismo al Bön, una fede tibetana precedente.

Una tale combinazione fa pensare all’esperto americano che il credo Bön sopravvisse in questa regione per almeno un secolo o due dopo la conversione dei Tibetani alla fede del Bhudda.

Così come questo “intrigo” di caverne gli ha suggerito che si tratti di una parte di Shambala, una volta ritenuta esistere in diverse valli himalayane. Queste zone nascoste, infatti furono create durante un periodo di conflitto quando la pratica bhuddista era minacciata.

Ecco perché sempre secondo Coburn le grotte sono state usate come scrigno per proteggere testi di inestimabile valore. Che oggi potrebbero svelare il segreto di Shangri-La.


di Andrea Lessona

mercoledì 29 luglio 2009

LA REALTA' E' UN'ILLUSIONE !








La realtà è un'illusione creata dalla cospirazione dei sensi (Roger Penrose)  

"... quand'ero piccolo, a scuola, ero così lento. Mi perdevo negli esercizi di aritmetica, sbagliavo tutto. Il maestro, a cui non piacevo un granchè, mi spostò in una classe inferiore." A 78 anni Roger Penrose, professore emerito di matematica, lavora come un ricercatore qualunque nel gelido Mathematical Institute di Oxford, nel piccolo ufficetto condiviso con alcuni colleghi e ingombro di cose. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di due giganti della fisica come Einstein e Hawking.


Un giorno quando era ancora studente vide un disegno intitolato Giorno e Notte in cui alcuni uccelli bianchi volano verso l'oscurità ed altri neri si muovono in direzione opposta, verso la parte di mondo in cui brilla la luce del sole. Non esiste alcuna linea che separa una metà dall'altra. Penrose ne fu catturato e chiese chi era l'autore. Gli dissero che si trattava di un artista di nome Escher.

In un'intervista pubblicata su Discoveries, Penrose afferma che i fisici non maneggeranno mai le grandi leggi dell'universo fino a che smetteranno di lasciarsi abbagliare dalle teorie moderne ed entreranno negli strati più profondi della realtà in cui viviamo. La meccanica quantistica è una teoria incredibile che spiega ogni sorta di cose, a partire dalla stabilità degli atomi. Ma quando si accettano le sue stranezze, nel reale mondo macroscopico, bisogna abbandonare l'idea dello spazio-tempo così come la conosciamo dai tempi di Einstein. E la stranezza più grande tuttavia è che non ha senso: seguendo la teoria si arriva a qualcosa che non più essere giusto.

Colpito dall'arte di Escher, Penrose provò lui stesso a disegnare qualcosa di impossibile, e ne venne fuori un triangolo che pareva un oggetto tri-dimensionale ma che in realtà risultava essere impossibile. Pubblicò un articolo del suo lavoro sul British Journal of Psychology ringraziando l'artista olandese, ed Escher a sua volta utilizzò quel triangolo impossibile nella litografia Cascate e nelle scale impossibili in Salita e Discesa.

Penrose e Escher si incontrarono una volta. Penrose gli parlò del problema della tassellazione del piano che consiste nel coprire l'intero piano mediante tasselli, come si trattasse di un grande puzzle - era il tentativo di capire come cose complicate possano risultare dall'applicazione di poche regole semplici - e gli mostrò un tipo di tassello che formava un motivo a 12 elementi che si ripeteva. Escher lo utilizzò nel suo ultimo disegno: Fantasmi.

Oggi, spiega Penrose "abbiamo bisogno di una teoria che spieghi il mondo che è attorno a noi. Questo è ciò che la fisica ha sempre fatto: spiegare il mondo come noi lo vediamo e il perché e il come è così. La meccanica quantistica non fa questo. Bisogna accettarla e provare a trovarle un senso." Come una fede, così ne parla nel suo ultimo libro Fashion, Faith and Fantasy in the New Physics of the Universe. Ma "quando i fisici comprenderanno il cuore della meccanica quantistica, la teoria che ne verrà fuori sarà qualcosa di bello." Come la forma di una nuvola, il gioco eternamente nuovo delle onde del mare e i cambiamenti del tempo.

(La Stampa)